Un brusco risveglio. Dal sogno alla realtà.

Driant Zeneli, "Leave me alone", 2013  Video Installazione a otto canali, colori, sonoro

Driant Zeneli, “Leave me alone”, 2013
Video Installazione a otto canali, colori, sonoro

Dopo un’ora abbondante tra le gomitate ed alcuni dei più grandi capolavori del magnifico Renoir, Sara Leila ed io, abbiamo deciso di dirigerci verso un posto tranquillo per pranzare ma soprattutto per confrontarci. Il vero colpo di grazia è però arrivato poco prima dell’uscita: la bellezza e l’armonia dei dipinti del maestro francese (già nascosti dalla folla), lasciano spazio alla mostruosità ed all’incompiutezza della pessima installazione, proposta dalla GAM per la rassegna Vitrine, presentata da Driant Zeneli.Le Vitrine della GAM sono spesso un po’ come le decisamente più famose vetrine d’Olanda. La continua celebrazione degli “artisti” pistonné  scelti dai curatori farebbe scappare a gambe levate chiunque, tanto più il nostro caro Maestro.Leave me alone, il lavoro di Driant Zeneli, presentato da Anna Musini (curatrice della rassegna), é qualcosa di estremamente imbarazzante non solo per la mediocrità, ma anche per la totale assenza di ideazione, di spazialità, di estro e di competenza tecnica. Alla vista di quel terribile scarabocchio abilmente (mah!) mascherato dalla curatrice in “(…) piece cinematografica, set, lo scenario di una rappresentazione dell’attualità culturale: un teatro, un’arena multimediale”… (e il circo ?) mi si sono rivoltate le Gabrielle. Per quanto mi sia sforzato di trovare una spiegazione alla totale assenza di armonia ed alla mancanza di padronanza dei mezzi utilizzati non vi sono riuscito. Unica consolazione:  notare la reazione degli altri visitatori che passavano oltre senza neppure rendersi conto dell’esistenza dell’installazione. Povero Renoir, non se lo meritava proprio … e, dopo tutto, neanche noi.Ti prego Zaneli, se è per darci questo la prossima volta, leave us alone! PAUL

VOTO : Dopo il percorso (tortuoso) tra i  Renoir, correre velocemente verso l’uscita senza mai voltarsi.

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